Info
Id
9015
Artista
Album
Indice
Disco
1
Traccia
4
Anno
1990
Tipologia
Lingua
Genere
Visibilità
Pubblico
Artisti (2
)
Album (1
)
Testo e Accordi
Intro
| |
| |
| | | | |
| | | | |
Non dobbiamo avere pazienza, ma
Accampare pretese intorno a noi
Come in un assedio, ed essere aggrediti
Dalle voglie più voluminose:
Un fiore, che è un fiore,
Io non te l’ho mai portato
Vuoi improvvisato, vuoi confezionato, ma
Trasferisco da te tutti i fiorai,
è più facile a dirsi,
E infatti te lo dico | |
Ti piacciono i dolci
Ed io sul tuo terrazzo impianto
Un’impastatrice industriale
Che mescola e sciorina la crema per le scale
Se tu ti vesti, io sul tuo balcone
Faccio calare in forma d’indumenti,
Tutti i paracaduti ed un tendone bianco da sceicco
E la sua scimitarra per fermaglio
Ed è più facile a dirsi che a dimostrarlo falso,
E infatti te lo dico perché
non basta il pensiero | |
| |
| |
Vuoi prendere un treno di notte
Pieno di paralumi e di damasco per dormire,
Sennò a che serve un treno: |
Alzo con le mie leve tutti i binari
E, senza alcun disagio di viaggiare in discesa,
Scivolano da te tutti i vagoni
Detto così è semplice e infatti lo è detto così
| |
Ti lascio immaginare cosa succederebbe
Se tu volessi bere, se tu volessi nuotare,
Se tu volessi l’ultimo centimetro di cima
Del monte che ti pare
Per farne niente o per otturare
Un buchetto qualsiasi in fondo a un mare
| |
Trascurando il tempo ed il riso
Tu escludi le risorse più abusive
Che sono state mai precise come
Sul tuo bel viso rilassato ed inespressivo
Se nulla capivo, qui tu finalmente
Nulla lasciavi germogliare sulla brulla,
Paradossale, tra noi terra infondata,
Dove sono i leoni,
Ammattiti e marroni,
Lasciando immaginare
La sposa occidentale
La sposa occidentale che sembra quasi ridere
E invece lei respira,
Quasi piangere, ma gira |
Dall’altra parte il viso, ma ritorna
Portando sue notizie inaspettate | |
Amando tutto ciò che adora,
Chiama con nomi fittizi le cose:
Così, semmai, le rose |
Son spasimi, per ora |
| | | | |
| | | | |
| |
| |
| | | | |
| | | | |
Non dobbiamo avere pazienza, ma
Accampare pretese intorno a noi
Come in un assedio, ed essere aggrediti
Dalle voglie più voluminose:
Un fiore, che è un fiore,
Io non te l’ho mai portato
Vuoi improvvisato, vuoi confezionato, ma
Trasferisco da te tutti i fiorai,
è più facile a dirsi,
E infatti te lo dico | |
Ti piacciono i dolci
Ed io sul tuo terrazzo impianto
Un’impastatrice industriale
Che mescola e sciorina la crema per le scale
Se tu ti vesti, io sul tuo balcone
Faccio calare in forma d’indumenti,
Tutti i paracaduti ed un tendone bianco da sceicco
E la sua scimitarra per fermaglio
Ed è più facile a dirsi che a dimostrarlo falso,
E infatti te lo dico perché
non basta il pensiero | |
| |
| |
Vuoi prendere un treno di notte
Pieno di paralumi e di damasco per dormire,
Sennò a che serve un treno: |
Alzo con le mie leve tutti i binari
E, senza alcun disagio di viaggiare in discesa,
Scivolano da te tutti i vagoni
Detto così è semplice e infatti lo è detto così
| |
Ti lascio immaginare cosa succederebbe
Se tu volessi bere, se tu volessi nuotare,
Se tu volessi l’ultimo centimetro di cima
Del monte che ti pare
Per farne niente o per otturare
Un buchetto qualsiasi in fondo a un mare
| |
Trascurando il tempo ed il riso
Tu escludi le risorse più abusive
Che sono state mai precise come
Sul tuo bel viso rilassato ed inespressivo
Se nulla capivo, qui tu finalmente
Nulla lasciavi germogliare sulla brulla,
Paradossale, tra noi terra infondata,
Dove sono i leoni,
Ammattiti e marroni,
Lasciando immaginare
La sposa occidentale
La sposa occidentale che sembra quasi ridere
E invece lei respira,
Quasi piangere, ma gira |
Dall’altra parte il viso, ma ritorna
Portando sue notizie inaspettate | |
Amando tutto ciò che adora,
Chiama con nomi fittizi le cose:
Così, semmai, le rose |
Son spasimi, per ora |
| | | | |
| | | | |


